Lee Byungchan @Fuorisalone Milano 2018.!

FUORISALONE 2018: ASIA NEW ENTRY

Lee Byungchan
Lee Byungchan

DAL 17 AL 22 APRILE IL FUORISALONE 2018 ACCOGLIERA’ IL PADIGLIONE ASIA
Il Fuorisalone 2018 quest’anno prevede per la prima volta l’Asia Design Pavilion, una sferzata di oriente a Milano con la migliore selezione progettuale asiatica.

A partecipare saranno Cina, Giappone, Thailandia, Cambogia India, Corea, Singapore, Turchia, Iran e Qatar. A opera di Sarpi Bridge Oriental Design Week, Milano Space Makers, I des italyshenzen.com e con il patrocinio del Comune di Milano.

In questo Padiglione non ci sarà solo il design ma anche l’arte contemporanea, l’architettura, la moda e il food. Tutto condensato in 4000 mq al Megawatt Court di Milano.

Anticipiamo alcune esibizioni come: Slow Hand Design – Thai Popism, un assaggio della Pop Culture thailandese con gli oggetti vincitori del Thailand’s Denmark award. La collezione Kindred Spirits dello Studio Haus per comprendere meglio la filosofia indiana e le linee colorate di Design Clinic India.

Arriva anche la collezione Persian dall’Iran firmata dal designer Mostafa Arvand; l’artista Othman M. Khunji dal Qatar proporrà il tema caldo della discriminazione femminile con tre istallazioni.

La Cina invece presenterà progetti in collaborazione con la World Art Center di Pechino, ci sarà anche una collettiva cambogiana di alta gioielleria

Saranno accontentati anche gli amanti dell’arte, perché arriverà per la prima volta in Italia il Museo VR d’arte contemporanea cinese. Tantissime altre saranno le iniziative proposte dall’Asia per questo progetto, ci sarà solo da attendere.

La scelta dell’Asia quest’anno di entrare alla Milano Design Week, nasce dal desiderio di integrarsi attivamente e partecipativamente alla manifestazione. Un evento internazionale di design, il più importante al mondo con le sue proposte identificative.

L’Asia vuol far sentire la sua voce e divenire un esempio tipologico della propria cultura, tradizione e perché no innovazione.

Megawatt Court, Milano: come arrivare

open end – exhibition review to read. Thank you, G. Gammarota.

Open end. Mostra del fotografo coreano Bohnchang Koo a Milano

© Koo Bohnchang. Portraits of Time 01, 1998

Chi voglia relazionarsi con il concetto di tempo trova un’ottima occasione per farlo visitando Open end, la mostra del fotografo coreano Bohnchang Koo in corso alla Galleria Carla Sozzani a Milano. Spesso udiamo pronunciare definizioni del tempo come fossimo in grado di capire cos’è, in realtà non esiste nulla di più indefinito e proprio per questo ritrarlo risulta pressoché impossibile. Guardando le fotografie di Bohnchang Koo, viceversa, notiamo che egli ci riesce benissimo proprio perché non cerca di rappresentarlo, semplicemente lo osserva scattando immagini che diventano la testimonianza di un accaduto che per ognuno di noi appare  differente.

Le opere proposte in questa mostra, la prima antologica presentata in Italia, sono tratte da diverse serie realizzate in diversi periodi ma tutte si misurano con questo concetto che viene esplicitato attraverso tre elementi inequivocabili: la provvisorietà, il passaggio, la scomparsa: essi compongono il patrimonio culturale dal quale l’autore proviene. Ancora una volta ci troviamo difronte a un artista che cerca di indurci a guardare oltre il visibile. Potrebbe trattarsi di un esercizio zen che non necessariamente ha a che fare con la lunghezza del tempo di osservazione ma piuttosto con la qualità di tale osservazione. Ci hanno fatto credere che la velocità del tempo in cui viviamo ci impedisce di soffermarci sulle cose che ci circondano, i fatti che ci accadono, da qui nasce l’equivoco del “non aver tempo”, un equivoco che ci fa pensare di non poter fruire in profondità, delle cose della vita. Non capiamo, in realtà, che non è la lunghezza la misura alla quale fare riferimento bensì la profondità la quale può esserci anche in un lasso di tempo molto piccolo. Questo equivoco non si riferisce solo all’atto del guardare, forse ancor più riguarda il fare. Bohnchang Koo “fa” la propria fotografia nel senso che la crea. Crea l’attimo profondo dell’osservazione e ce lo consegna come un prezioso manufatto. Saremo noi fruitori capaci di penetrarlo, con il nostro guardare, altrettanto in profondità?

Il tempo si deposita: su un muro, un vaso, una saponetta e ad un primo sguardo essi appaiono come inanimati, in realtà posseggono un’anima tanto quanto ciò che vive. Osservandoli è possibile percepire il movimento. Il muro cosparso di crepe, protagonista del lavoro Portraits of time, racconta il trascorrere del tempo, le imprecisioni risultanti da tali trasformazioni paiono rappresentare quelle dell’esistenza. Dunque anche quel muro possiede un’anima e accoglie su di sé il passaggio. Ogni segno diviene senso. Non si dovrebbero mai riparare le cose che hanno subìto il passaggio del tempo, che lo hanno visto. Ciò che è nuovo non ha memoria e senza memoria le cose non esistono, il mondo tutto non esiste. Questi ritratti del tempo sono metafore del mondo stesso attraverso il quale avviene il passaggio dell’uomo ed ecco il compiersi dell’esistere attraverso le sue sfaccettature più pure: la provvisorietà, il passaggio e, infine, la scomparsa: un’evoluzione del tutto naturale.

© Koo Bohnchang. Vessel 04, 2005

Il senso dell’apparire e dello scomparire attraverso una porzione di tempo rappresentata dal calare della luce è ben rappresentato nella serie Vessel, immagini che ritraggono antichi vasi i quali si impongono allo sguardo in tutto il loro maestoso incedere da un “dove”, ben radicato nell’essere della cultura orientale, verso un altrove che ha come meta il tempo indefinito. In una sequenza di sei grandi fotografie di altrettanti vasi, questo “passaggio” è dato dalla impalpabilità della luce e del bianco che si riscontra nella prima e dalla concretezza altrettanto impalpabile dell’oscurità, che cela ma non nasconde, presente nell’ultima. Eppure la scomparsa non è mai completa, subentra un aspetto più spirituale che dialoga con la cultura del buddhismo cui l’autore coreano fa riferimento. Dove finisce dunque l’anima quando la “cosa” non c’è più? Essa è sempre presente e, forse, si reincarna in una nuova dimensione, riprende a vivere rivelandosi altrove.

Con leggerezza avanza un altro pensiero osservando la serie Everyday Treasures: la perfezione fa parte della contemporaneità? L’imperfezione è un elemento del passato? Quanto perfezione e imperfezione sono differenti e non, invece, due facce sovrapposte del tempo? E quanto la bellezza è parte dell’imperfezione piuttosto che della perfezione? Quesiti che si impongono osservando queste immagini che ritraggono saponette consumate dall’uso che arrivano a spezzarsi pur mantenendo dignitosamente la loro bellezza. Metafora della vita che può conservare la propria dignità qualunque sia la sua storia.

Infine: il tempo ha forma? La serie Riverrun mostra la superficie dell’acqua: increspata o morbida, fluttuante o statica, un elemento che appare in continua trasformazione. Il tempo agisce qui come forma che si manifesta e se ne va, scompare lasciando spazio ad altre forme. Possiamo infine affermare che il tempo è ben lungi dal semplice “passare”, tale definizione è assolutamente riduttiva se non addirittura fuorviante. Attraverso le immagini di Bohnchang Koo capiamo che tutto il nostro essere è immerso nel tempo e che esso è l’elemento regolatore delle nostre vite, e l’atto di osservarlo non può che farci giungere al cuore di ogni cosa. Purché lo si voglia.

© Punto di Svista 12/2014

 

INFORMAZIONI
Bohnchang Koo. Open End / In collaborazione con Studio Akka
Dal 9 novembre 2014 all’11 gennaio 2015
Galleria Carla Sozzani / Corso Como 10, Milano / Tel. 02.653531 / galleria@galleriacarlasozzani.org
Orari: Tutti i giorni 10.30 – 19.30 / mercoledì e giovedì 10.30 – 21.00 / Ingresso libero

LINK
Il sito di Bohnchang Koo
Galleria Carla Sozzani, Milano

 

 

Corea, un viaggio possibile by Alessandro Belgiojoso

Corea, un viaggio possibile
Progetto fotografico 2005-2015
Fotografie di entrambi i lati del confine
May 28 – June 17 2015
Reception Giovedì 4 Giugno 2015, Ore 20:00
Consolato Generale della Repubblica di Corea a Milano
RSVP gmconsolato@gmail.com

 

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